Barriere architettoniche: niente fondi, lo Stato latita

Barriera architettornica

Il 4 settembre 2013 il quotidiano locale abruzzese “Il Centro” ha pubblicato la storia della signora Susanna Bultrini, 49enne di Pratola Peligna (L’Aquila) che da 17 anni è affetta da sclerosi multipla. La signora Bultrini vive da 20 anni a Cremona, ma a causa dell’aggravarsi della sua malattia, ha deciso di tornare nella sua cittadina di origine dove potrà contare sull’aiuto di alcuni parenti.

La casa di Pratola Peligna ha una scalinata che impedisce alla signora di accedere liberamente nella sua abitazione. La signora Bultrini si è rivolta all’Ufficio tecnico del Comune di Pratola per ottenere il contributo previsto dalla Legge n. 13 del 9 gennaio 1989 (“Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”) che le consentirebbe di far installare un piccolo ascensore dal costo di 12mila euro.

Il responsabile dell’ufficio l’ha informata che non avrebbe ottenuto il finanziamento pubblico né da parte della Regione Abruzzo né da parte della Provincia dell’Aquila, dal momento che tali enti non hanno fondi disponibili per tali scopi.

In merito a questa vicenda, abbiamo chiesto al Comune di Pratola Peligna, alla Provincia dell’Aquila e alla Regione Abruzzo in che modo fosse possibile reperire le risorse necessarie per risolvere il problema della signora Bultrini.

Il Comune e la Provincia ci hanno risposto che la questione è di esclusiva competenza regionale e così, in data 10 settembre 2013, abbiamo interpellato, attraverso il competente Servizio per l’edilizia residenziale, l’Assessore ai Lavori pubblici della Regione Abruzzo.

Ad oggi, trascorso un mese dalla nostra richiesta, l’Assessore non ci ha ancora fornito alcuna risposta.

Da alcune ricerche in Rete abbiamo comunque appreso che, a partire dall’anno 2000, il Fondo speciale previsto dalla legge n. 13 del 1989 per il superamento e la rimozione delle barriere architettoniche non viene più alimentato dallo Stato, fatta eccezione per un’esigua quota di risorse finanziarie affluenti al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali. Proprio per tali ragioni, da anni, le Regioni non sono più in grado di soddisfare alcuna richiesta di finanziamento di interventi rivolti all’eliminazione e al superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati.

Con l’interrogazione parlamentare n. 5-01154 dell’8 ottobre 2013 (leggi il testo) abbiamo allora chiesto al Governo di esprimersi in merito all’urgente rifinanziamento del Fondo speciale per l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche istituito dalla Legge n. 13 del 9 gennaio 1989.

È infatti necessario dotare le Regioni di adeguate risorse finanziarie affinché queste possano erogare i contributi richiesti per gli interventi di rimozione e superamento delle barriere architettoniche e garantire così ai cittadini invalidi e ai portatori di handicap il diritto ad un’esistenza dignitosa.

Il Governo, a questo punto, ci risponderà?

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