Comunali 2016: il patetico “studio” contro il M5S

Oggi ci facciamo 4 risate sullo “studio” (parolone) dell’Istituto Cattaneo sulle elezioni Comunali.

Partiamo da chi fa lo “studio”.

Si tratta della Fondazione di Ricerca Carlo Cattaneo, formata essenzialmente da professori e ricercatori dell’Università di Bologna (università ove ho anche studiato).

Andiamo a vedere chi gestisce la Fondazione Cattaneo.

Il Direttore Generale è Maurizio Morini, guarda caso omonimo del Segretario del Pd di Granarolo (Bo); Piergiorgio Ardeni partecipa settimanalmente ad eventi del Pd (chissà se ha la tessera); Asher Colombo guarda caso fa parte della “scuola” (ne hanno bisogno) del Pd.

Innanzitutto dovete sapere che il 70% delle modalità di reclutamento dell’Unibo è fatta attraverso il mercato delle tessere, almeno a Giurisprudenza (ma credo anche Scienze Politiche). La maggior parte dei posti vanno agli iscritti ai vecchi DS, ora PD. Un’altra piccola parte va agli iscritti di Comunione e Liberazione. E’ un modo come un altro di controllare i finanziamenti e di farsi pagare dallo Stato la propria attività politica.

Ma andiamo ad analizzare lo “studio”.

Loro prendono come riferimento 18 comuni capoluogo (ne mancano addirittura 6, 1/4 del campione), in 3 dei quali il Movimento 5 Stelle ha preferito non presentare alcuna lista (a cui l’autore generosamente assegna 0 voti). Uno studioso di dati politici avrebbe eliminato le città dove non appaiono i “partiti” da raffrontare ma, come detto, questo è un lavoro della Fondazione Cattaneo e quindi ci possiamo aspettare di tutto.

Altra particolarità è che si inseriscono all’interno dei vari partiti anche tutte le liste civiche che l’autore ritiene “vicine”, in base a non si sa quale ragionamento. Ad es. Ncd che a Milano si presenta con il centro-destra ed in un’altra città insieme al centro-sinistra, dove è stato inserito? Chissà!

Capite bene che qualsiasi studioso di flussi elettorali a questo punto si metterebbe a ridere.

Oltretutto mettere insieme elezioni comunali con elezioni politiche non ha alcun senso metodologico e ve lo spiego facilmente con questi dati che provengono dal mio Collegio Montesilvano-Pescara giacchè nel 2014 abbiamo avuto la particolarità di aver sostenuto insieme le Comunali, le Regionali e le Europee (ove, oltretutto il M5S era in fase discendente).

A Montesilvano, nello stesso giorno e con lo stesso corpo elettorale alle Elezioni Europee abbiamo preso il 35,99%, alle Regionali il 29,03% ed alle Comunali il 17,82%.

A Pescara invece rispettivamente il 29,74%, il 21,90% ed il 15,14%.

Perché tutte queste differenze ad esempio tra votazioni nazionali (le europee) e comunali nell’ordine, a Montesilvano, di una differenza percentuale di 18 punti percentuali ed a Pescara di 14 punti percentuali?

La risposta è abbastanza ovvia. Nelle elezioni comunali il voto “ideologico” è molto meno presente che nelle votazioni nazionali poiché, visto il proliferare di liste e di candidati (nell’ordine di grandezza di 1:10 ma, in grandi città, molto di più) un elettore è molto più portato a fornire un voto personale al candidato considerato vicino non politicamente ma di conoscenza diretta.

Gli “studiosi” del Cattaneo, qualora non vi fossero state le europee nel 2014 avrebbero detto che su Montesilvano il Movimento 5 Stelle avrebbe perso più della metà dei voti (17,82% alle Comunali e 36,65% alle Politiche del 2013), quando in realtà il risultato delle Europee, ove il Movimento era in netta flessione in tutta Italia, a Montesilvano è stato inferiore di solo mezzo punto percentuale rispetto alle politiche.

In realtà tale dato reale (e chi studia i flussi elettorali dovrebbe fare meno teoria e più pratica) dimostra che tra le Comunali e le Politiche, tranne nei comuni più grandi (soprattutto Roma) ove il voto è più annacquato, il Movimento 5 Stelle perde “naturalmente” almeno 7 punti percentuali (nelle realtà dove si è già presentato in passato) ed ancora di più nelle realtà dove si presenta per la prima volta.

Magari spero che, in futuro, l’Istituto Cattaneo faccia tesoro di questi suggerimenti metodologici.

P.S. In realtà delle grandi città al voto le uniche dove il Movimento 5 Stelle ha perso dei punti percentuali rispetto al trend nazionale è Milano (2-3%) e Napoli (5-6%). Nella prima città a causa della polarizzazione del voto verso i due principali candidati, a Napoli per la concorrenza di De Magistris che intercetta un bacino simile di voti. Stessa cosa è avvenuto, però a beneficio del Movimento 5 Stelle, a Roma e Torino.

2 pensieri su “Comunali 2016: il patetico “studio” contro il M5S

  1. *Riscrivo perché i refusi generati dal correttore automatico del tablet erano più di uno

    Gentile Gherardo Liguori, mi sono imbattuto per caso nel suo blog. Non so chi lei sia e non entro nel merito del contenuto del suo post, ma sono rimasto allibito dalle affermazioni che contiene sulla mia persona. Mi definisce come uno che “fa parte della scuola del Pd”, e poco sotto insinua che io sia entrato in Università in quanto iscritto a questo partito (o ai DS). Le comunico (1) di non far parte di alcuna “scuola” del PD (qualunque cosa questa espressione voglia dire, e fatico a trovare un significato), (2) di non essere mai stato iscritto a nessun partito politico nemmeno per un giorno in tutta la mia vita, e infine (3) di essere entrato in università e diventato professore ordinario dopo avere ottenuto l’abilitazione nazionale qualche anno fa, con una procedura selettiva e decisa da una commissione formata da docenti e studiosi qualificati *estratti a sorte* (ripeto: estratti a sorte), ricevendo pareri positivi da 5 commissari su 5. Quindi la prego di informarsi prima di scrivere cose false (magari passibili anche di essere definite calunniose in sede legale) e di rimuovere dal suo blog queste frasi del tutto prive, non dico di fondamento, ma anche solo del minino discernimento.
    Per il resto, le segnalo che esistono buoni corso di metodologia delle scienze sociali, al termine dei quali si sanno leggere i numeri in tabella, anche a buon mercato.
    Prof. Asher Colombo
    Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali
    Università di Bologna

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    • Gentile Prof. Colombo,
      mi sono permesso di cancellare i suoi due precedenti commenti visto che ne ha scritto un terzo senza refusi.

      Per quanto riguarda l’espressione “scuola del pd” è stata ripresa da questa articolo che dà conto della nascita di Ulibo e che potrà visionare a questo link http://tinyurl.com/z3y9jdc . Ammetto, pertanto, di aver “copiato” tale definizione che risulta da un comunicato stampa inviato dall’associazione “governareper” di cui, immagino, faceva o fa parte (qualora esistente).
      Nell’articolo in nessun punto si afferma che lei sia iscritto al pd giacchè, non avendo l’elenco degli iscritti, non potrei affermarlo. posso invece affermare che ne fa parte “stanziale” il direttore generale dell’istituto cattaneo.
      Inoltre non conoscendo le modalità della sua selezione all’interno dell’Università di Bologna non avrei mai potuto dire ciò che lei vuole che io affermi ma, immagino se ne sarà reso conto anche personalmente (sebbene dentro l’università viga il vecchio brocardo “non vedo, non sento, non parlo”), che moltissime procedure selettive sono falsificate, d’altro canto mi risulta che il Prof. Barbera, docente di diritto costituzionale dell’università di Bologna, insieme ad altri professori, sia indagato (o forse rinviato a giudizio?) proprio per dei “concorsi truccati”.

      Mi dispiace che non entra nel merito dell’articolo giacchè, forse, si è reso conto dell’assurdità di quanto ivi scritto che squalifica, a mio modo di vedere, coloro che lo hanno spacciato per un lavoro scientifico.

      Cordialità

      Andrea Colletti

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