Il futuro della democrazia è in pericolo a causa del web?

Negli ultimi mesi se ne parla, certo non in ambienti mediatici, sempre di più.

I grandi network che detengono piattaforme come Google, Facebook ed altro, in un prossimo futuro, possono presentare un pericolo per la democrazia?

Lo strapotere di Google (ben il 90% del mercato) nella ricerca nel web fa discendere la conseguenza che una de-indicizzazione del proprio sito web (sia esso media o non media) fa discendere la vera e propria “scomparsa” delle relative informazioni nonché della libertà di espressione (se non c’è nessuno che può raggiungere ciò che ti dici/scrivi è come se tu non possa parlare). D’altro canto quante volte gli informatici ci spiegano che se sei anche solo nella seconda pagina di ricerca Google è come se non esistessi?

downloadMa il pericolo si sviluppa anche nella raccolta pubblicitaria (2,1 miliardi di euro nel 2015).
Ormai Google (90% del mercato) e Facebook (79%) possiedono una vera e propria posizione dominante, almeno in Italia, nella raccolta pubblicitaria su internet.
L’una attraverso Ad-sense (ovvero banner pubblicitari, 31% della raccolta pubblicitaria online), per cui se non puoi raccogliere pubblicità attraverso tale piattaforma non hai più soldi da investire sul tuo sito, che, magari, è l’unica forma di sostentamento per informazione non mainstream ovvero la pubblicità nella forma search (34% della raccolta pubblicitaria).
Facebook, all’interno della piattaforma social invece con i propri algoritmi può facilmente deviare la rilevanza di una pagina, di un post (che magari contiene anche parole che possono essere sconvenienti) o può addirittura rifiutare la pubblicità di certe pagine, magari di natura politica o può facilmente deviare anche le campagne pubblicitarie (social media è l’11% del mercato pubblicitario online, in rapida ascesa).

Potete immaginare cosa succederebbe se Zuckerberg (Facebook) od il Ceo di Google scendessero in politica?
Potrebbero facilmente orientare il voto attraverso le loro piattaforme dominanti.

Quale può essere la soluzione?

Non è affatto semplice poiché parliamo di mercato e pretendere la neutralità della rete da un mercato privato è molto difficile.

Forse è l’ora che le democrazie sviluppino un Trattato sul web che preveda un libero, neutrale ma sovrastatale motore di ricerca (secondo indagine Agcom servono 10 miliardi di euro come break even) nonché una altrettanto libera, neutrale ma sovranazionale piattaforma social che stia comunque sul mercato privato?

È forse questa la soluzione per una vera e propria cittadinanza e democrazia digitale?

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