Hotel Rigopiano: la sentenza di assoluzione

Purtroppo sono stati recuperati tutti i dispersi della tragedia a Rigopiano, ahimè tutti deceduti.

Finito il tempo dell’emergenza, dovrà venire il tempo delle responsabilità per far sì che la frase “affinché non accada mai più” non rimanga vuota di senso come spesso avviene in questi casi.
Allego qui la sentenza di assoluzione sull’Hotel Rigopiano, emessa qualche mese fa, c.
così che ognuno di voi potrà analizzarla autonomamente.

interno dell’Hotel Rigopiano dopo la valanga

Alcuni geologi hanno già dichiarato che una struttura ricettiva di quel tipo non avrebbe dovuto essere lì. E dall’esame della sentenza di assoluzione emerge comunque uno spaccato della nostra Italia, di ciò che significa (mancata) prevenzione nel nostro Paese e del perché certe opere riescono ad essere fatte dove non dovrebbero.
Uno spaccato di piccoli interessi di bottega, di un interesse pubblico asservito all’interesse privato.

Ad analizzare la sentenza alcuni passaggi, che hanno anche portato alle assoluzione nel merito, li ritegno assolutamente scandalosi, da un punto di stretto diritto.

E’ stato provato uno scambio di soldi, 26.500€, a fronte di un debito risalente agli anni ’60 ed ampiamente scaduto. Sono state provate assunzioni di parenti anche in concomitanza con quella maledetta delibera del 2008 secondo lo schema, accertato dal collegio giudicante, del “io amministratore pubblico ti autorizzo a compiere una determinata attività economica che hai comunque diritto a svolgere, ricorrendone tutti i presupposti di legge. Tu imprenditore, visto che devi assumere qualche dipendente per svolgere tale attività, tanto vale che recluti quelli che ti segnalo io. Non hai alcun obbligo, ma facendolo ti guadagni la mia gratitudine”.

Una pubblica amministrazione, una politica, fatta di avvoltoi, in cui la preda è il bene pubblico, in cui le prede siamo tutti noi.

E poi accade, in alcuni casi, ma nemmeno troppo remoti, che ci rimettano la vita persone innocenti.

Questi comportamenti dovrebbero far riflettere tutti noi, nei nostri comportamenti quotidiani, nella nostra etica del lavoro.

P.S. un sentito grazie ai soccorritori, i veri eroi di questi giorni.

Interrogazione su pericolosa segnaletica a Pescara

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Dal 1° luglio 2015 sul tabellone luminoso all’ingresso della galleria sulla tangenziale al confine tra Pescara e Montesilvano, direzione Montesilvano, è spesso presente il messaggio: «Alt fermarsi, elevato valore inquinanti in galleria», affiancato a un gigante segnale di divieto d’accesso.

Questo allarme si ripete all’uscita del tunnel.

Nel secondo caso chi percorre la tangenziale può scegliere di evitare di infilarsi nel tunnel definito «inquinato», seppur con una manovra che potrebbe risultare troppo repentina e pericolosa.

Nel primo caso citato è invece impossibile. Il tabellone, infatti, è posto a pochissimi metri dalla galleria mentre l’unica «via di fuga», l’uscita per Pescara Colli, si trova almeno un km prima e lì l’Anas non ha posto nessuna indicazione. Continua a leggere

Farmacia di Montesilvano svenduta al privato

farmacia montesilvano

“Dopo 16 ore di consiglio comunale la maggioranza ha votato per l’affidamento al privato della farmacia comunale. Abbiamo combattuto con i nostri emendamenti e le nostre posizioni nette sulla farmacia ed a tutela dei dipendenti che vi lavorano.

Siamo riusciti con un emendamento a fare in modo che i dipendenti non verranno poi licenziati dal privato che subentrerà. È una vittoria importante di tutta l’opposizione dopo la nostra opera di sfiancheggiamento.

Inoltre abbiamo diviso la delibera in discussione perché prevedeva anche la presenza dell’implemento del servizio di trasporto dei disabili. Inizialmente volevano votarla insieme alla svendita della farmacia, come fecero in parlamento con il decreto IMU-BANKITALIA. A quest’ultima abbiamo votato favorevoli.

Comunque oggi è una sconfitta della politica. Oggi è una sconfitta di Montesilvano”.

Manuel Anelli – Consigliere comunale M5S a Montesilvano

Leggi qui l’intervento fatto in consiglio Comunale.

Proposta per l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla ricostruzione dell’Aquila

Terremoto in Abruzzo Tendopoli

Con la Proposta di inchiesta n.22, presentata il 5 marzo 2014, abbiamo proposto di istituire una Commissione parlamentare monocamerale di inchiesta sulla gestione delle attività di ricostruzione della città dell’Aquila e delle aree colpite dal sisma del 6 aprile 2009.

Alle ore 3,32 del 6 aprile 2009 un terremoto di magnitudo 5,9 ha devastato la città dell’Aquila e oltre 160 comuni abruzzesi provocando la morte di 309 persone, circa 1.600 feriti e oltre 67.000 sfollati. Oltre a questa tragedia, il terremoto ha portato alla distruzione degli edifici di molti comuni e di gran parte del centro storico dell’Aquila. Gli interessi economici che hanno ruotato e che tuttora ruotano intorno alla ricostruzione sono evidentemente enormi. Un rapporto firmato da Soren Sondergaard, deputato europeo della sinistra unitaria inviato in Italia per verificare le modalità di utilizzo del denaro dei contribuenti dell’Unione, recita: « Ogni appartamento è costato il 158 per cento in più del valore di mercato, il 42 per cento degli edifici è stato realizzato con i soldi dei contribuenti europei, solo il calcestruzzo è stato pagato 4 milioni di euro in più del previsto. E 21 milioni in più i pilastri dei palazzi ». Continua a leggere