Emergenza carceri: il fallimento di amnistia e indulto

Qui il video del mio intervento nel corso della trasmissione “Agorà”, in onda questa mattina su Rai 3. Argomento della puntata: emergenza carceri, amnistia e indulto.

https://www.youtube.com/watch?v=xAPwJEUZXBY


Il nostro “contro-piano carceri”

https://www.youtube.com/watch?v=2cdzs_pqz9M

Come abbiamo riferito ieri pomeriggio in una conferenza stampa (vedi il video qui a fianco), abbiamo elaborato un piano carceri alternativo basato sui dati ufficiali del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) ed ispirato ai principi di economicità, tempestività, sostenibilità ambientale e rispetto dei diritti umani.

Il progetto consente, a fronte di una spesa di 355 milioni di euro, di raggiungere una capacità complessiva di oltre 69mila posti per i detenuti, facendoli vivere in un ambiente salubre, senza costruire nuovi edifici e tenendoli vicini alle loro famiglie.

Attraverso un più corretto utilizzo dei fondi a disposizione, l’Italia potrebbe uscire dall’emergenza in due anni e, soprattutto, rispettare le prescrizioni della Corte europea dei diritti dell’uomo. Si possono infatti creare i posti che mancano spendendo molto meno e agendo più rapidamente, evitando amnistie e facendo a meno del Commissario straordinario, durante la cui amministrazione non sono stati impiegati 228milioni di euro di Fondi Fas e sono state commissionate al contempo alcune discutibili consulenze.

La situazione attuale è davvero insostenibile come confermano i dati a disposizione: i detenuti in Italia sono, più o meno, 66 mila, i posti regolamentari 47.040. Dunque ne servirebbero almeno altri 19mila, che salgono a 25mila se consideriamo le strutture inutilizzabili per manutenzione e ristrutturazione. Si deve fare in fretta, visto che l’Italia ha dieci mesi per mettersi in regola, dopo la condanna della Corte europea.

Il Piano carceri attualmente in vigore ha consenganto ad oggi zero posti. Ne prevede 4.050 entro maggio 2014 e altri 1.299 successivamente attraverso le ristrutturazioni degli edifici già esistenti. Sommando anche gli spazi consegnati dal Ministero delle Infrastrutture e dal Dap, il totale sarà di 12.210 posti regolamentari, una cifra inferiore alla metà dell’attuale fabbisogno (che, ricordiamo, ammonta a 25mila nuovi posti).

Noi riteniamo assai più opportuno seguire il piano già elaborato dal Dap che non prevede nuove carceri se non un istituto da 800 posti nell’area del napoletano-casertano (costo 40 milioni di euro) e la cui ratio sta nel recupero funzionale di istituti di pena male utilizzati, nel recupero di sezioni chiuse e nella riallocazione delle cubature.

Il risparmio di risorse economiche sarebbe garantito dal fatto che il Dap ha già al suo interno una struttura di professionisti e specialisti competenti a riguardo. Mentre infatti al Commissario straordinario ogni nuovo posto costa circa 75mila euro, per il Dap la spesa preventivata è di 50mila euro.

Perché, dunque, non invertire la rotta?


Quirinale: “Ridicolo censurare il nome del Presidente”

Successivamente al mio intervento alla Camera del 26 luglio scorso (ripreso nel video qui a fianco), in cui sono stato invitato dalla Presidente Boldrini a non nominare il Presidente della Repubblica, le agenzie di stampa hanno riportato una nota dello stesso Quirinaleche ha espresso la propria posizione netta al riguardo:

“Ai presidenti delle Camere spetta di garantire, nel dibattito parlamentare, il rispetto di regole di correttezza istituzionale e di moderazione del linguaggio. È invece semplicemente ridicolo il tentativo di far ritenere che il presidente della Repubblica aspiri a non essere nominato o citato in modo appropriato nel corso delle discussioni in Parlamento”.

https://www.youtube.com/watch?v=5HJ0PlriQTU


La centralità del Parlamento

Il Governo si impadronisce del potere legislativo attraverso l’emanazione sistematica di decreti legge cui si accompagna la puntuale dichiarazione di inammissibilità degli emendamenti “scomodi” rispetto alle finalità dei decreti. Vengono così di fatto impedite le modifiche ai provvedimenti del Governo e ciò configura una delegittimazione gravissima del Parlamento che si ritrova privato della sua funzione democratica e della centralità riconosciutagli dalla Costituzione.

https://www.youtube.com/watch?v=aU15eOWphTk


“Questo sembra il governo della Trattativa Stato-Mafia”

https://www.youtube.com/watch?v=hiHPP5ZpDaQ

Questo è il testo completo che avrei voluto fare che tra urla, strepiti, poco tempo a disposizione non ho potuto fare. Non era un testo solo di attacco ma anche di apertura, cosa che non ho potuto dire per mancanza di tempo.

Grazie Presidente.
Presidente del Consiglio Letta,
Noi vi conosciamo!
Noi sappiamo chi siete!
Ed è quindi inutile mettere delle facce nuove solo per far vedere che è in atto un cambiamento.
Quando in una parete c’è la muffa, la soluzione è rimuoverla, non passarci sopra la vernice. Perché la muffa, subito dopo, ritorna ancora peggio di prima.
E questo siete voi, una mano di vernice su di un muro già irrimediabilmente rovinato.

Presidente Letta,
Questo Governo odora di democristianità. Odora di intrecci di comitati d’affari quali CL e Compagnia delle Opere.
Visto il Ministro dell’Interno che ha scelto, o che è stato obbligato a scegliere, possiamo ben dire che questo sembra il Governo della trattativa Stato-Mafia. Del bavaglio alla magistratura ed alle opposizioni politiche.
Questo, siamo sicuri, sarà il Governo del salvacondotto giudiziario a Silvio Berlusconi.

Presidente Letta,
sappiamo anche perché Napolitano ha scelto lei.
Lei è l’esemplificazione della trasversalità, degli accordi alle spalle dei cittadini.
E d’altra parte Lei è lo stesso che ha affermato che era meglio votare Berlusconi che il M5S.
Lei è lo stesso che venerava un certo Giulio Andreotti, prescritto per concorso esterno ad associazione mafiosa.

Lei è anche il nipote di Gianni Letta, braccio destro di Berlusconi, amnistiato per finanziamento illecito dei partiti; indagato da varie procure d’Italia.
Tipico intreccio familistico del potere in Italia.

Presidente Letta,
la sua Fondazione Vedrò riceve finanziamenti da aziende praticamente pubbliche come Eni ed Enel. Da ex monopolisti pubblici come Autostrade per l’Italia ed altri ancora.
Ed allora, quando dovrà prendere decisioni difficili, a chi risponderà?
Ai cittadini oppure alle grandi aziende che generosamente la finanziano?
Insomma, Lei riassume quello che è lo status quo in Italia.
La preservazione degli interessi di pochi contro gli interessi della collettività.

Presidente Letta,
noi qui in Aula faremo una opposizione durissima, senza sconti. D’altra parte qui dentro abbiamo dimostrato di essere l’unica vera opposizione.

Ma siamo anche cittadini italiani. E, sinceramente, speriamo, ma non crediamo, che possiate fare qualcosa di positivo per il Paese.
E se ciò dovesse davvero succedere, se quindi riuscirete a fare gli interessi dei cittadini invece che delle lobby che vi sostengono, noi vi appoggeremo convintamente.

Ma se, come crediamo, farete gli interessi dei pochi, noi saremo pronti a stanarvi ed a denunciare pubblicamente ciò che siete e rappresentate!


Il mio intervento sui pianisti del Parlamento

https://www.youtube.com/watch?v=UoyR7rjXu8w